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Totti e il trapianto di capelli: che cosa mostrano le foto pubbliche

Totti e il trapianto di capelli: che cosa mostrano le foto pubbliche

Francesco Totti non ha mai parlato pubblicamente dei propri capelli, e questa pagina non riempie quel silenzio con delle supposizioni. La ricerca che porta fin qui è affollata di pagine che ricostruiscono un percorso clinico completo, tecnica compresa, come se da qualche parte esistesse un documento. Non esiste. Qui sono tenute separate tre cose: le poche osservazioni che due immagini su licenza permettono davvero, i limiti che rendono quelle osservazioni fragili, e la documentazione che un servizio sanitario pubblico mette a disposizione sulla procedura in generale.

Nota editoriale. Albania Hair Clinic non ha visitato né trattato Francesco Totti e non ha accesso ad alcuna cartella clinica. Nulla in questa pagina afferma o lascia intendere che Francesco Totti si sia sottoposto a un trapianto di capelli o a qualsiasi altro trattamento, in questa clinica o altrove. Le fotografie qui riportate sono immagini su licenza che identificano soltanto la persona: non sono documentazione del prima e dopo, e i fotografi non approvano questa pagina.

Che cosa ha dichiarato Francesco Totti sui propri capelli

Alla data di revisione di questa pagina non risulta alcuna dichiarazione dell’ex numero dieci giallorosso su un trattamento dei capelli: nessuna intervista, nessun passaggio televisivo, nessun contenuto pubblicato sui suoi canali. Manca quindi la sola fonte che varrebbe più di ogni altra, cioè le sue parole. Questa pagina lo dichiara apertamente invece di sostituire quel vuoto con una ricostruzione.

Il materiale che circola in rete appartiene a tre generi e nessuno dei tre è una fonte. Il primo è commerciale: schede di operatori del settore che raccontano un intervento nel dettaglio senza mai indicare da dove ricavino l’informazione. Il secondo è conversazionale: discussioni di tifosi costruite su fermi immagine di partite. Il terzo è il formato video di analisi fotografica, che parte dallo stesso materiale e vi appoggia sopra una conclusione. Il primo genere ha un interesse economico diretto nella risposta che dà; il secondo e il terzo poggiano su immagini che, per i motivi elencati più sotto, non reggono quel peso.

Verificabili restano soltanto i dati di carriera: secondo Wikipedia in italiano, Francesco Totti è un ex calciatore italiano nato nel 1976, attaccante e centrocampista, campione del mondo con la nazionale nel 2006 e vicecampione d’Europa nel 2000. Su tutto il resto la risposta corretta è che non si sa.

Le due fotografie su licenza di questa pagina distano quasi trent’anni

È il dato più importante da mettere in chiaro, e va nella direzione opposta rispetto a quello che si potrebbe pensare. L’immagine di copertina è datata dal suo autore 12 agosto 2014 e lo ritrae di profilo, in tuta da allenamento, su un campo in erba. La seconda immagine, qui sotto, appartiene invece all’archivio della squadra giovanile Lodigiani: la scheda dell’immagine su Wikimedia Commons la colloca nel 1986, quando il soggetto era un ragazzino.

Francesco Totti ritratto da ragazzo con la maglia della squadra giovanile Lodigiani, alla fine degli anni Ottanta. Immagine su licenza: identifica soltanto la persona e non e' prova di alcun trattamento dei capelli.
Uno scatto giovanile di molti anni prima. Confrontare fotografie separate da decenni, con pellicole, obiettivi e luci completamente diversi, dice molto meno di quanto sembri sull'attaccatura di una persona.

Perché due epoche lontane non bastano a costruire un confronto

Avere immagini di periodi diversi sembra la condizione che mancava, e invece qui il problema si sposta soltanto. Fra le due fotografie corrono quasi trent’anni e, soprattutto, corre l’intera adolescenza del soggetto. Nella documentazione divulgativa sulla caduta dei capelli l’attaccatura di un bambino e quella di un adulto non sono grandezze confrontabili: l’arretramento delle tempie che accompagna il passaggio all’età adulta è un fenomeno comune e riguarda moltissimi uomini a prescindere da qualunque trattamento. Mettere in fila un’immagine dell’infanzia e una dell’età matura e presentare la differenza come un esito significa spacciare per prova un cambiamento che si verifica comunque.

Poi ci sono le condizioni di ripresa, e non sono un dettaglio. Le due immagini nascono da supporti, ottiche e luci del tutto diverse, a decenni di distanza: la resa del colore, il contrasto e la definizione del bordo dei capelli cambiano già per questo. Un obiettivo lungo comprime i piani e restringe la fronte, uno corto la dilata. La luce piena di un pomeriggio estivo scava ombre che una luce diffusa cancella del tutto. I capelli bagnati di sudore si separano e lasciano intravedere il cuoio capelluto, mentre la stessa testa asciutta appare più folta. Un taglio molto corto ai lati aumenta il contrasto con la parte superiore e sposta la lettura dell’attaccatura a parità di capelli.

Va aggiunto un elemento che nella pratica confonde ancora di più. Nella scheda del NHS sulla caduta dei capelli il trucco permanente, o micropigmentazione, compare come voce distinta dal trapianto ed è descritto come un tatuaggio realizzato per somigliare a capelli corti. In una fotografia i due esiti possono risultare quasi indistinguibili. Scegliere la parola «trapianto» davanti a un fermo immagine significa selezionare una fra più spiegazioni possibili, non registrare un fatto.

Il confronto fotografico ha un senso soltanto quando le immagini nascono in condizioni controllate e paragonabili fra loro, con la stessa distanza, la stessa luce e lo stesso taglio: è il motivo per cui la documentazione clinica viene realizzata in modo standardizzato, come nella raccolta del prima e dopo dei nostri pazienti. Nessuna di queste condizioni vale per una fotografia scattata a bordo campo o durante una premiazione.

Che cosa contiene davvero il documento del servizio sanitario britannico

Per la parte generale questa pagina rinvia a una fonte che non vende nulla: il National Health Service britannico pubblica un documento divulgativo sull’intervento. Vale la pena riportarne il contenuto per blocchi, perché ogni blocco risponde a una domanda diversa da quella che porta gli utenti su una pagina come questa.

Di che cosa si tratta e a chi si rivolge. Il trapianto vi è definito come una procedura che sposta capelli verso una zona diradata o priva di capelli. Il documento chiarisce due limiti in apertura: non rientra fra le prestazioni del servizio pubblico, perché classificato come chirurgia estetica, ed è destinato alla calvizie permanente, quella che ricorre in famiglia. Viene indicato come normalmente non adatto ad altre forme di caduta, per esempio quella che produce chiazze, l’alopecia areata.

I due modi di prelevare i capelli. Il testo ne descrive due e li tiene distinti:

  • Follicular unit transplantation, il cosiddetto metodo a striscia: dalla nuca viene asportata una sottile striscia di cute con i capelli, poi frazionata in innesti che vengono sistemati in piccole incisioni. L’area di prelievo viene richiusa con punti e resta una cicatrice che, precisa il documento, non dovrebbe vedersi a meno di portare i capelli molto corti.
  • Follicular unit extraction: la zona posteriore del capo viene rasata e i capelli si prelevano uno alla volta. È la tecnica di cui si occupa la scheda sul trapianto di capelli FUE.

Come si svolge la giornata. Anestesia locale con sedazione, quindi persona sveglia e senza dolore atteso; durata di norma una giornata, senza pernottamento; su superfici ampie, la possibilità di due o più sedute distribuite in giorni diversi.

Effetti attesi e rischi, nell’elenco del NHS

Il documento separa ciò che è previsto da ciò che può andare storto, e conviene mantenere la stessa separazione.

Fra gli effetti comuni compaiono un cuoio capelluto teso, dolente e gonfio per alcuni giorni, croste temporanee dove i capelli sono stati trapiantati, e una cicatrice unica oppure molte cicatrici minuscole, a seconda del prelievo.

Fra i rischi la procedura viene giudicata in generale sicura, con l’avvertenza che resta un piccolo rischio di sanguinamento, di infezione o di reazione allergica all’anestetico, e un ulteriore piccolo rischio che l’innesto non attecchisca, con caduta dei capelli, oppure che si formi una cicatrice ben visibile. A questi si aggiunge l’osservazione destinata a contare di più con il passare del tempo: i capelli possono continuare a diradarsi attorno alla zona trattata, e il disegno dell’intervento dovrebbe essere impostato tenendo conto di questa possibilità.

Nessuno di questi elementi descrive una persona in particolare. È la descrizione generale che un servizio sanitario nazionale rende pubblica.

Le verifiche che il documento consiglia di fare prima

La stessa fonte dedica ampio spazio al metodo con cui scegliere, ed è la parte che le pagine promozionali citano meno volentieri. Per chi valuta l’intervento in Inghilterra indica tre riscontri:

  • controllare presso la Care Quality Commission che l’ospedale o la clinica risultino registrati, adempimento richiesto a tutte le strutture private di chirurgia estetica del Paese;
  • verificare che il medico sia iscritto al General Medical Council e disponga della licenza di esercizio;
  • consultare la British Association of Hair Restoration Surgery per accertare l’affiliazione del chirurgo.

Segue un elenco di domande da porre prima di decidere: quali titoli ed esperienza abbia chi opera, quante volte abbia eseguito questo tipo di intervento, in quanti casi siano emerse complicanze, quale tecnica suggerirebbe e per quale ragione, che assistenza sia prevista se qualcosa non funziona, quali risultati di soddisfazione possa mostrare. Sono domande indirizzate a una persona identificabile e non a un sito: le schede dei nostri chirurghi esistono per rendere possibile questo tipo di controllo.

Il documento chiude la sezione con un avvertimento che riguarda esattamente il percorso seguito da chi arriva qui: «Fate attenzione quando cercate su internet cliniche che eseguono trapianti di capelli. Alcune pagano per pubblicizzare i propri servizi negli elenchi dei motori di ricerca». Nella scheda sulla caduta dei capelli si aggiunge un ordine di priorità: prima il proprio medico, per stabilire che cosa stia provocando la caduta, e soltanto dopo un operatore commerciale.

Perché il caso di un personaggio pubblico non anticipa un risultato personale

Sempre il NHS ricorda che perdere fra i 50 e i 100 capelli al giorno rientra nella norma e spesso non viene notato, e che la calvizie maschile e femminile costituisce la forma permanente, di solito familiare. Fra i trattamenti principali per la calvizie maschile indica finasteride e minoxidil, e mette per iscritto che nessun trattamento risulta efficace al cento per cento.

La conseguenza pratica riguarda proprio chi cerca una risposta osservando qualcun altro. L’esito dipende da tre variabili individuali — lo schema con cui i capelli si diradano, la densità dell’area donatrice e la progettazione dell’intervento — e nessuna delle tre è leggibile nella fotografia di una persona diversa. Il confronto utile non è quello con un personaggio noto, ma quello con la propria situazione, che richiede una valutazione diretta.

Domande frequenti

Francesco Totti ha fatto il trapianto di capelli?
Non risulta alcuna sua dichiarazione pubblica in merito e non esiste una fonte verificabile che lo attesti. Ciò che circola nasce da pagine commerciali, da discussioni fra tifosi e da video di analisi fotografica, mai dall’interessato.

Perché questa pagina non pubblica un confronto prima e dopo?
Perché le due immagini su licenza disponibili distano quasi trent’anni e in una il soggetto è un ragazzino. La differenza fra un’attaccatura infantile e una adulta si manifesta comunque e non documenta alcun intervento.

Un fermo immagine di una partita basta per capire?
No. Sudore, illuminazione dello stadio, lunghezza focale, angolo di ripresa e misura del taglio modificano in modo sensibile l’aspetto dell’attaccatura; inoltre la micropigmentazione può assomigliare a capelli corti.

Come mai altre pagine indicano una tecnica precisa?
Perché non dichiarano una fonte controllabile. Un’informazione priva di origine non acquista solidità per il fatto di essere ripetuta, e per questo non viene riportata qui.

Che cosa conviene sapere per la propria situazione?
Che il risultato dipende dallo schema individuale di caduta, dall’area donatrice e dalla progettazione, e che il NHS segnala la possibilità che i capelli continuino a diradarsi intorno alla zona trattata. Solo una valutazione diretta dà una risposta.

Albania Hair Clinic non ha alcun rapporto professionale con Francesco Totti e non avanza alcuna affermazione sulla sua storia clinica. Le informazioni generali sono tratte dalla documentazione pubblica del NHS e non costituiscono un parere medico personale.

Foto di copertina di Francesco Totti: romazone — Wikimedia Commons, CC BY 2.0. Utilizzata su licenza; il fotografo non approva questa pagina e l’immagine non è prova di alcun intervento.

Foto nell’articolo di Francesco Totti: Enzo Di Maio at Italian Wikipedia — Wikimedia Commons, pubblico dominio. L’immagine non è prova di alcun intervento.

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